LIBIA E MALI: DUE “INTERVENTI UMANITARI”

 

 

Dopo alcuni tentennamenti, il Governo francese del socialista Hollande,

con la benedizione della Unione Europea, ha iniziato le  operazioni militari  nel

Mali. La posizione dei socialisti francesi non ci meraviglia.

Il suo omologo italiano, il Partito Democratico, cerca, seppure con minori vantaggi, di  imitarlo.  Ci riferiamo alla “spedizione” in Libia, svolta in  piena campagna elettorale e per questo poco pubblicizzata dal candidato del Pd, Bersani .

Come Hollande ha assicurato aiuti e promesso collaborazione al governo di  Bamako,

Bersani ha fatto altrettanto con gli esponenti politici libici in un discorso alla Assemblea di Bengasi. In quest’occasione Bersani ha detto:

“Ci troviamo in un paese che ha dimostrato sentimenti di amicizia  per l' Italia e  che chiede aiuto....” .E ha concluso così : “se l' Italia sarà governata dal centrosinistra ci sarà una disponibilità più forte e una maggiore collaborazione con le vostre istituzioni..”

Ci rendiamo conto che le finalità del leader democratico sono certamente quelle di assicurare in futuro all’Italia le risorse energetiche della Libia.

Ma nessuna presa di posizione sulle Compagnie petrolifere USA e della “Total” francese che stanno cercando di acquisire (subentrando all' ENI) i pozzi di petrolio di  questo paese.

Non per niente l' “intervento umanitario” bellico della Nato è scattato subito dopo che Gheddafi aveva annunciato di voler rinegoziare le quote spettanti alle Compagnie straniere per ogni impianto petrolifero, portandole da un massimo del 50% ad un 12% (come hanno fatto i paesi bolivariani di Venezuela e Ecuador in questi ultimi anni) e concedendo loro lo sfruttamento  solo dei  giacimenti off-shore del Golfo della Sirte e non più quelli terrestri.

Nessuna parola da parte del nostro strano “ambasciatore” sul rispetto dei “diritti umani” (espressione tanto cara ai governi borghesi) e  nessun accenno alle stragi (un vero genocidio),  compiute a Misurata, caduta  dopo mesi di assedio, e nel Gebel tripolino: sterminio di civili e di intere tribù accusate di essere rimaste fedeli al vecchio regime.

Nel paese sussiste ancora una situazione incontrollata con conflitti intertribali secessionisti. E ovunque scorrazzano milizie irregolari finanziate e armate dalle monarchie del golfo. In particolare da due stretti alleati degli USA: Arabia Saudita e Qatar.

 

Diamo ora un’occhiata di cosa sta succedendo nel Mali.

Qui ci sono altri minerali, soprattutto uranio. Un buon motivo per un altro “intervento umanitario”.

Nel Mali, al posto della giunta i Bengasi,  abbiamo un potere diviso tra  militari e governi filo francesi in crisi perenne.

Al posto delle monarchie del golfo, nel Mali abbiamo l' ingerenza nel conflitto dell'ECOWAS (Ente economico comunitario  dell' Africa Occidentale) controllato dal debuttante neocapitalismo di questo continente e molto legato alla Francia. Qui  diritti  umani non ne esistono affatto.

In una corrispondenza del Corriere della Sera, un inviato speciale (pensiamo non legato ad Al-Qaeda) descrive la situazione allucinante nelle città  liberate da francesi e maliani dopo  il ritiro di Tuareg e islamisti.

Alla periferia di Timbuctu  centinaia di cadaveri  insepolti  di quelli che sono chiamati dai bantu “peaux-claires”: etnie araba, tuareg, definiti dai nuovi “liberatori” come odiati islamisti.

I soldati maliani, arrivati senza sparare un colpo, sulle orme  dei francesi, hanno ripreso le  antiche abitudini nei confronti delle popolazioni del nord: caccia alle ragazze, invasione di caffè e negozi senza pagare, furti di moto e fuoristrada, vendita ai macelli di  bestiame una volta allevato dai Tuareg e abbandonato da questi nella fuga. Le case degli arabi, considerati come commercianti agiati,  ripulite di denaro, oggetti di valore, gioielli. Nella notte gli occupatori si ubriacano e fumano hashish…

….Timbuctu è alla fame.

Ci sono gli aiuti umanitari,  certamente. Il nostro  giornalista ha saputo di un carico di semola distribuito  alla  popolazione evidentemente scaduto da tempo, perché hanno provato a darlo ai montoni, che sono morti !.

Un litro di benzina  costa  diecimila  franchi quando prima ne valeva mille. Stesso rapporto per i generi alimentari e di  assoluta necessità. Molti abitanti ricordano che, quando governava al-Qaeda, gli islamici pagavano regolarmente, non in moneta locale ma in euro (ricorrendo, è  probabile, ai milioni ottenuti per la liberazione di ostaggi europei). Luce e  acqua non mancavano come ora. La luce arrivava  a settori, ogni 5 giorni. Gli islamisti regalavano alla città il carburane per i generatori e le pompe. “Dono d'Allah”,  dicevano e già c'è chi li rimpiange .. L' intervento francese con le  milizie maliane ha ridestato antichi odi di razza. Neri del sud contro i “mezzi-bianchi” del Nord. Ma alla cultura occidentale interessano più i musei di Timbuctu e le statue di Alfarouk  che il benessere e la vita delle popolazioni...

Come in Libia, anche in Mali sembra si sia tornati al neocolonialismo di oltre un secolo fa. L' occidente, con  l 'avvallo  ONU, ha ripreso lo sfruttamento delle risorse africane.

Il governo Monti studia nuovi provvedimenti (alla faccia della massa di disoccupati e cassaintegrati in Italia) per “rifinanziare” le “missioni di pace” (?) all'estero.

In attesa che in Libia la situazione si stabilizzi per permettere la regolare estrazione del greggio l'industria militare italiana , tramite Bersani, sta concludendo affari con Bengasi, fornendo armamenti (“fin che c'è guerra c'è speranza” diceva Alberto Sordi, nei panni di un commerciante d'armi, in un vecchio film, ora diventato attuale).

La Francia “socialista” ha già effettuato la fornitura di veicoli blindati. L'Italia, se diventerà “democratica”, probabilmente finirà per imitarla e per trovare i fondi per una nuova missione militare umanitaria, spendendo soldi alla faccia dei disoccupati e dei cassintegrati a cui mancano le coperture finanziarie da parte dell’attuale governo e alla faccia dell' articolo 10 della Costituzione!

 

Sergio Guerrieri

 

Circolo Culturale Proletario di Genova

 

 

Aprile 2013